Dal documento alla prova.
Sei momenti, dal deposito del fascicolo alla verifica compiuta da un terzo. Di ciascuno è scritto che cosa accade, che cosa resta registrato e che cosa non accade.
Le sei tappe
Il registro non fa nulla di nascosto in nessuno dei sei momenti. Per questo ciascuno si può descrivere per intero, comprese le cose che non succedono.
Deposito del fascicolo
Il fascicolo — l’atto, le perizie, i documenti che descrivono il bene — entra in un archivio cifrato. Da lì non esce…
Resta registrato. L’impronta calcolata dal contenuto e il momento del deposito.
Non accade. Il documento non viene pubblicato, non viene inviato a terzi e sulla catena non finisce mai.
Ancoraggio dell’impronta
L’impronta viene scritta su una catena pubblica insieme alla sua data. Da quel momento non è più modificabile, nemmeno da noi.
Resta registrato. L’impronta, la data e la transazione che le ha scritte.
Non accade. Nessuno può cancellare o riscrivere quel dato. Una modifica al documento produrrebbe un’impronta diversa, e la differenza si vede al primo confronto.
Emissione della posizione
L’emittente costituisce la posizione, la lega al fascicolo ancorato e la divide in quote. Una quota dà la proprietà pro quota del bene, e nient’altro.
Resta registrato. Quante quote esistono, a quale fascicolo la posizione si riferisce e come le quote sono assegnate all’origine.
Non accade. Nessun prezzo viene stabilito qui e nessun listino esiste. La quota non dà diritto ad alcuna somma periodica.
Adesione ai doveri
Prima di disporre di una posizione se ne leggono i diritti e i doveri e vi si aderisce firmando con il proprio portafoglio. È un atto, non una spunta.
Resta registrato. L’impronta della versione accettata, il momento dell’adesione e l’indirizzo che ha firmato.
Non accade. Nessuno opera su una posizione senza aver aderito, e un’adesione non si estende a una versione diversa da quella firmata.
Circolazione
Le quote si cedono a un altro soggetto abilitato, con un vincolo di garanzia che tiene insieme le due parti fino all’ultimo passaggio. La sezione seguente lo descrive per esteso.
Resta registrato. Ogni cambio di stato dell’operazione, con il suo momento e l’indirizzo che l’ha compiuto.
Non accade. Il denaro non passa dalla piattaforma, e finché il cedente non conferma di aver ricevuto la somma nessuna quota si muove.
Verifica da parte di un terzo
Chi ha il documento ne ricalcola l’impronta nel proprio browser e la confronta con quella ancorata. Se coincidono, quel documento esisteva in quella forma a quella data.
Resta registrato. Nulla. La verifica non lascia traccia e non richiede un account.
Non accade. Il documento non viene inviato da nessuna parte, e chi verifica non deve chiedere il permesso a noi né fidarsi di noi.
La cessione, per esteso
È il momento in cui due parti che non si conoscono devono muoversi nello stesso ordine. La sequenza è questa, e non ne esiste una scorciatoia.
- Proposta. Il cedente indica quante quote cede e a chi. Da quel momento le quote restano presso il cedente, marcate come impegnate: non sono più disponibili per un’altra cessione.
- Accettazione. Il cessionario, se abilitato, accetta la proposta. Un portafoglio non abilitato non può nemmeno esserne destinatario.
- Invio dichiarato. Il cessionario dichiara di aver inviato il pagamento. È una dichiarazione di parte: la catena non vede il bonifico, e la piattaforma nemmeno.
- Conferma dell’incasso. Il cedente dichiara di aver ricevuto la somma. È l’unico atto irreversibile della sequenza: da lì le quote passano al cessionario.
- Contestazione. Se una delle parti la apre, le uscite sono due e soltanto due: il trasferimento delle quote al cessionario, oppure il loro svincolo a favore del cedente. Non esiste una terza uscita, e non esiste il silenzio.
Fino alla conferma dell’incasso le quote non hanno lasciato il cedente. È la ragione per cui l’operazione si può fermare in qualunque momento prima di quel passaggio, e la ragione per cui dopo non si può più.
Che cosa sta sulla catena, e che cosa no
In home questa distinzione sta in otto righe. Qui sta per intero, perché è la prima cosa che chiede chi lavora con documenti riservati e merita un elenco, non una rassicurazione.
Sulla catena
- L’impronta del fascicolo, e la data in cui è stata ancorata
- L’identificativo della posizione e quante quote esistono
- Le quote, e ogni loro passaggio
- L’indirizzo del portafoglio di chi le detiene
- Lo stato di ogni cessione, con il momento in cui è cambiato
- L’impronta della scheda di diritti e doveri accettata
Fuori dalla catena
- I documenti del fascicolo, e il loro contenuto
- I nomi delle persone e le ragioni sociali
- I dati raccolti per la verifica dell’identità
- I recapiti di chiunque
- Le somme, e i movimenti di denaro
- Le ragioni per cui una parte ha aperto una contestazione
L’indirizzo del portafoglio è un dato personale, ed è pubblico e permanente. Chi osserva la catena vede che quell’indirizzo detiene quelle quote, anche senza sapere a chi appartenga.
Da qui in avanti
La verifica si prova subito e non chiede nulla in cambio: nessun account, nessun documento da inviare. La dimostrazione mostra invece le schermate con cui si depositano fascicoli, si aderisce ai doveri e si cedono quote, con dati d’esempio.