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Tre percorsi

Tre domande diverse.

Chi detiene una posizione, chi la emette e chi deve controllarla dall’esterno guardano lo stesso registro per ragioni che non si somigliano. Qui ciascuno trova la propria.

Sala d'archivio silenziosa: scaffalature in legno scuro con faldoni e registri rilegati allineati, illuminati di lato da una luce calda.

Chi detiene

Ha una posizione a proprio nome e vuole sapere che cosa ne può fare, a quali doveri ha aderito e che cosa succede il giorno in cui deve dimostrarlo a qualcun altro.

Che cosa vede

Le posizioni di cui risulta titolare, con le quote libere e quelle impegnate in una cessione. Per ciascuna: il fascicolo che la sostiene, l’impronta ancorata con la sua data e la versione dei doveri che ha accettato.

Che cosa può fare

Cedere le proprie quote a un altro soggetto abilitato, seguendo il vincolo di garanzia fino alla conferma dell’incasso. Scaricare i documenti del proprio fascicolo. Rifare in proprio la verifica, come la farebbe un estraneo.

Che cosa gli è richiesto

Verificare la propria identità una volta. Provare di essere titolare del portafoglio firmando una richiesta, senza che alcuna chiave lasci il dispositivo. Leggere i doveri della posizione e aderirvi prima di disporne.

«Che cosa possiedo, esattamente?»

La proprietà pro quota del bene descritto nel fascicolo, nella misura delle quote di cui risulti titolare. Nient’altro: la quota non dà diritto a somme periodiche e non promette alcun valore futuro. Che cosa comporti nei rapporti con i terzi dipende dall’atto che la istituisce: tecnicamente implementato; la qualificazione giuridica è riservata al legale incaricato dal Cliente.

Chi emette

Porta un bene nel registro e ne risponde. È il percorso con più responsabilità e con più tracce lasciate: ogni atto compiuto resta ricostruibile, compresi i propri.

Che cosa vede

Le posizioni che ha costituito, quante quote esistono per ciascuna e come sono distribuite fra gli indirizzi. Lo stato di ogni cessione in corso e la cronologia degli ancoraggi compiuti.

Che cosa può fare

Depositare un fascicolo e ancorarne l’impronta. Costituire la posizione e dividerla in quote. Pubblicare la scheda dei diritti e dei doveri, e una sua versione successiva quando serve.

Che cosa gli è richiesto

Che il fascicolo depositato corrisponda al bene descritto. Che i doveri siano scritti prima dell’emissione e non dopo. Che ogni modifica alla scheda sia una versione nuova, ancorata come tale: nulla si riscrive a ritroso.

Scrivania in noce scuro con una pila di documenti rilegati legati da un nastro e, accanto, un pesante sigillo in ottone.

«Che cosa mi assumo, emettendo?»

La responsabilità di ciò che dichiari nel fascicolo. Il registro certifica che quel documento esisteva in quella forma a quella data, e non che il suo contenuto sia vero: la distinzione è netta e va tenuta. La piattaforma non entra nel merito del bene, non ne stabilisce un prezzo e non media fra le parti.

Chi verifica

Un notaio, un legale, un’autorità. È il percorso più corto dei tre, e lo è per costruzione: il controllo non deve passare da noi, altrimenti non sarebbe un controllo.

Che cosa vede

I fatti registrati sulla catena per una posizione: che esista, quante quote la compongono, quale impronta è ancorata e in che data. Nessun nome e nessun documento: quelli non stanno sulla catena.

Che cosa può fare

Confrontare il documento che ha in mano con l’impronta ancorata. Il calcolo avviene nel suo browser e il documento resta sul suo dispositivo: non viene inviato a noi né a nessun altro.

Che cosa gli è richiesto

Il documento e l’identificativo della posizione. Nessun account, nessuna richiesta da inoltrare, nessuna attesa: chi verifica non deve chiedere il permesso a noi e non deve fidarsi di noi.

«E se domani la piattaforma non ci fosse più?»

L’impronta resta scritta sulla catena pubblica, che non è nostra, e il confronto si può rifare con qualunque strumento capace di calcolare la stessa funzione. Il documento è già in mano a chi lo deve dimostrare. È la ragione per cui l’impronta sta là fuori e non nel nostro archivio.

Se ancora manca qualcosa

Il percorso completo racconta i sei momenti del registro, dal deposito del fascicolo alla verifica compiuta da un terzo. Le domande frequenti rispondono a quelle che restano, comprese quelle a cui si preferirebbe non rispondere.