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Domande frequenti

Quindici domande, e le risposte.

Comprese quelle a cui non fa comodo rispondere. Dove la risposta è «no», la parola usata è «no»: una domanda con una risposta evasiva vale meno di una domanda assente.

La posizione

Che cosa si detiene, che cosa se ne può fare, e che cosa non si riceve.

Che cosa possiedo esattamente?

Una quota di comproprietà del bene documentato. Chi detiene dieci quote su cento è comproprietario del bene per un decimo, e il registro ne dà prova opponibile a chiunque la voglia controllare. Il diritto è sul bene, non verso una società. Come questo diritto operi fra le parti dipende dall’atto che istituisce la posizione: tecnicamente implementato; la qualificazione giuridica è riservata al legale incaricato dal Cliente.

Ricevo qualcosa mentre sono titolare?

No. Nessuna distribuzione periodica, nessuna cedola, nessuna partecipazione a un risultato di gestione, nessun diritto economico verso un emittente. La quota dà la proprietà pro quota del bene, e nient’altro. Se un giorno leggessi il contrario in una nostra pagina, sarebbe quella pagina a essere sbagliata.

Posso vendere quando voglio?

Puoi cedere le tue quote a un altro soggetto abilitato, quando trovi chi le accetta. Qui non c’è un listino, non c’è un prezzo di riferimento e non c’è nessuno che si impegni ad acquistarle. La controparte e i termini si concordano fuori; il registro annota il passaggio e la dichiarazione delle parti.

Posso uscire?

Uscire significa cedere le proprie quote: non esiste un rimborso e la piattaforma non riacquista nulla. Finché non c’è una controparte abilitata che accetti, la posizione resta tua. Puoi chiudere il rapporto con la piattaforma quando vuoi, ma le quote registrate su un indirizzo restano su quell’indirizzo finché non le trasferisci.

Che cosa succede se contesto un’operazione?

La cessione entra in istruttoria e le quote restano ferme. L’istruttoria si chiude in uno di due modi soltanto: il trasferimento delle quote, oppure il loro svincolo. Chi ha contestato, che cosa ha depositato, chi ha deciso e con quale motivazione restano scritti. Il denaro non passa da qui, quindi nessuna decisione presa qui muove del denaro.

Che cosa non siete?

Non siamo una banca né un intermediario: non deteniamo denaro e non regoliamo pagamenti. Non siamo un mercato: non esponiamo prezzi e non incrociamo ordini. Non siamo un notaio né uno studio legale: non attestiamo l’effetto giuridico di un atto e non custodiamo chiavi per conto di nessuno.

L’accesso e le chiavi

La parte in cui la tecnologia non si può nascondere dietro l’interfaccia, e in cui la risposta comoda sarebbe anche quella falsa.

Che cosa succede se perdo il portafoglio?

Non possiamo restituirtelo. Non abbiamo la tua chiave privata, non ne conserviamo una copia e non esiste una procedura interna che ne produca un’altra. Le quote restano registrate sul tuo indirizzo e restano leggibili da chiunque, ma nessuno può più muoverle: muoverle richiede una firma che solo quella chiave produce. È la stessa proprietà che impedisce a noi di disporne senza di te, letta dal lato scomodo.

Devo capire di blockchain per usarlo?

Per leggere la tua posizione e per verificare un documento, no: si carica il file e si confronta un’impronta. Per custodire la chiave del portafoglio, una cosa va capita — che quella chiave sei tu, e che nessun servizio di assistenza la sostituisce. È l’unico punto in cui non ti chiediamo di fidarti dell’interfaccia.

Chi può vedere che sono titolare?

Sulla catena chiunque può vedere che un certo indirizzo detiene un certo numero di quote. L’indirizzo del portafoglio è un dato personale, ed è pubblico e permanente. Il tuo nome non c’è: nomi e dati di identità restano fuori dalla catena. Un indirizzo diventa riconducibile a una persona per chi dispone, da altre fonti, dell’informazione che li collega.

Posso spostare la posizione su un altro portafoglio?

Sì, finché puoi ancora firmare con quello attuale: si abilita il nuovo indirizzo e vi si trasferiscono le quote, con un’operazione registrata come qualunque altro passaggio. Se la firma con l’indirizzo attuale non è più possibile, non lo è nemmeno lo spostamento. Anche questo va saputo prima, non nel momento in cui serve.

I documenti e la privacy

Che cosa esce, che cosa resta dentro, chi lo vede e per quanto tempo.

I miei documenti finiscono online?

No. Il fascicolo entra in un archivio cifrato e non lo lascia. Sulla catena finisce soltanto la sua impronta: una sequenza calcolata dal contenuto, dalla quale il contenuto non si ricostruisce. Anche chi verifica un documento non lo invia a nessuno — l’impronta si calcola sul suo dispositivo.

Chi decide se un documento è autentico?

Nessuno, qui. Il registro prova due fatti: che un documento con quell’esatto contenuto esisteva a quella data, e che da allora non è stato modificato — una modifica anche di un solo carattere produrrebbe un’impronta diversa. Che cosa quel documento dichiari, e se ciò che dichiara sia vero, resta responsabilità di chi lo ha depositato e materia di chi deve valutarlo.

Che cosa vede un’autorità?

La parte pubblica la vede come chiunque altro, senza account e senza chiedere niente a noi: impronte, date, indirizzi e passaggi di quote. Per il contenuto di un fascicolo servono un titolo o un permesso a tempo, come per tutti, e come per tutti l’apertura resta registrata. Non esiste una porta di servizio che aggiri il tracciamento: una porta che esiste per uno esiste per chiunque la trovi.

Chi sa che ho aperto un documento?

Chi quel documento lo custodisce. Ogni apertura è annotata con l’ora, con l’identificativo di chi ha aperto e con il titolo in forza del quale lo ha fatto. Sono annotati anche i tentativi respinti: un accesso negato è un fatto, ed è quello che serve sapere quando qualcosa non torna.

Quanto resta registrato, e per quanto tempo?

Ciò che sta sulla catena — impronte, date, indirizzi, passaggi di quote — è permanente: non si cancella e non si corregge, nemmeno da noi. Ciò che sta fuori — documenti, dati di identità, registro delle aperture — segue i tempi di conservazione dichiarati nell’informativa. La differenza è netta, e va conosciuta prima di depositare qualcosa.

Se la tua domanda non è qui

Questa pagina raccoglie le domande che tornano più spesso, non tutte quelle possibili. Se la tua riguarda un caso concreto — un bene particolare, un atto già esistente, una situazione che non somiglia a nessuna delle quindici — la risposta va scritta per il tuo caso, non scelta da un elenco.